Quando serve la valutazione del progetto
L'art. 3 del D.P.R. 151/2011 prevede che, per le attività di categoria B e C dell'Allegato I, il titolare chieda al Comando dei Vigili del Fuoco l'esame del progetto prima di realizzare:
- una nuova attività soggetta;
- modifiche a un'attività esistente che comportano un aggravio delle condizioni di sicurezza (ampliamenti, cambi d'uso, aumento del carico di incendio o degli occupanti, modifiche a compartimenti ed esodo);
- la ripresa di un'attività con caratteristiche diverse da quelle autorizzate.
Tempi del Comando
Il Comando si pronuncia sulla conformità del progetto entro 60 giorni dalla presentazione e può chiedere documentazione integrativa. Solo dopo il parere favorevole si realizzano le opere e si presenta la SCIA prima dell'avvio dell'attività. Per questo conviene impostare il progetto antincendio insieme al progetto edilizio, non dopo.
L'approccio progettuale
La progettazione segue, a seconda dell'attività, il Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015, con le regole tecniche verticali dove presenti) oppure le regole tecniche tradizionali ancora applicabili. Con il Codice si possono adottare:
Soluzioni conformi
Le soluzioni “standard” previste dal Codice: più semplici da dimostrare, a volte più onerose da realizzare.
Soluzioni alternative
Soluzioni diverse, dimostrate con metodi di progettazione riconosciuti. Utili su edifici esistenti o con vincoli architettonici.
Quando nessuna delle due strade è percorribile resta la deroga (art. 7 D.P.R. 151/2011), con misure compensative da proporre al Comando e alla Direzione regionale.
Che cosa preparo
- Relazione tecnica antincendio con la strategia adottata (resistenza al fuoco, compartimentazione, esodo, gestione della sicurezza, controllo dell'incendio, rivelazione e allarme, controllo di fumi e calore, operatività antincendio, sicurezza degli impianti);
- Elaborati grafici: planimetria generale, piante con compartimenti, vie d'esodo, dotazioni antincendio, sezioni;
- Schemi degli impianti di protezione attiva, quando previsti;
- istanza sul modello ministeriale e versamento tramite pagoPA.
Per architetti, progettisti e imprese
Lavoro spesso come consulente antincendio all'interno di un gruppo di progettazione: ricevo i disegni architettonici, indico fin dalle prime fasi i vincoli (compartimenti, larghezze delle vie d'esodo, filtri, aerazioni, collocazione delle centrali), produco gli elaborati per i VVF e mi coordino con il progettista degli impianti. Evita varianti a lavori avviati.
Come lavoro
- Verifica di assoggettabilità e individuazione di attività, categorie e norme applicabili.
- Impostazione della strategia antincendio condivisa con committente e progettisti.
- Redazione di relazione ed elaborati.
- Presentazione al Comando competente e gestione di eventuali richieste di integrazione.
- Parere, poi assistenza in cantiere e SCIA a fine lavori.
Domande frequenti
Tutte le attività soggette devono chiedere la valutazione del progetto?
No. È obbligatoria per le attività di categoria B e C. Per quelle di categoria A si presenta direttamente la SCIA antincendio.
Quanto tempo ha il Comando VVF per esprimersi sul progetto?
Il D.P.R. 151/2011 prevede 60 giorni dalla presentazione, salvo richiesta di integrazioni.
Posso iniziare i lavori prima del parere?
È sconsigliato: se il Comando chiede modifiche, le opere già realizzate andrebbero rifatte. Il parere favorevole è il presupposto per realizzare le opere e poi presentare la SCIA.
Si può usare il Codice di prevenzione incendi anche su un edificio esistente?
Sì, e spesso conviene: le soluzioni alternative del Codice permettono di adattare le misure a edifici esistenti o vincolati, dimostrandone l'efficacia.
Che cosa succede se il progetto non rispetta una regola tecnica?
Si valuta prima una soluzione alternativa; se non è praticabile si può chiedere una deroga (art. 7 D.P.R. 151/2011) proponendo misure compensative.